| La
storia |
Minutissimi pesci appena
nati, dall'aspetto ancora informe e dalla consistenza
gelatinosa, disposti sui banchi delle pescherie rionali,
costituiscono una perenne sfida all'autorità
costituità (essendone vietata per legge la pesca).
Allo stesso tempo però sono molto ricercati per
la loro prelibatezza. Anche in questo caso non manca
la storia a dare consistenza simbolica al prodotto.
Sarde, sardine, triglie e varietà locali, rivelano
attraverso i diversi nomi che assumono da neonate nelle
diverse zone costiere dell'Isola, ascendenze arabe o
greche.
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| La preparazione |
Sbollentate i pomodori,
quindi spellateli, togliete i semi e tritateli finemente.
Mettete una padella con l'olio, fate soffriggere l'aglio
senza farlo imbiondire e toglietelo prima di aggiungere
il pomodoro tritato che terrete a fuoco vivo per 5 minuti
circa.
A questo punto potrete buttarvi la neonata, ma state
attenti a non mescolare. Per evitare che si riduca in
poltiglia, fatela cuocere da sola.
Dopo cinque minuti circa innaffiate 1/2 bicchiere di
vino, lasciate evaporare e togliete dal fuoco. Nel frattempo
salate e calate gli spaghetti, allungate così
con l'acqua di bollitura la salsa di neonata e aggiungete
sale e pepe qunto basta. Cotti gli spaghetti, scolateli
e rimetteteli in pentola con un cucchiaio d'olio d'oliva
e la salsa di neonate, mascolate delicatamente e servite
su di un piatto di portata a vendo cura di spruzzare
il tutto con abbondante prezzemoo finemente tritato
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