| Gli Itinerari di Sapori di Sicilia |
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| I Peloritani |
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Dall’estremità nord-orientale della Sicilia, chiamata Capo Peloro, quasi a dividere i due versanti di un mare per lungo tempo considerato il centro del mondo, si dirama in direzione sud-ovest la catena montuosa dei Peloritani; essa, formando un arco lungo circa 65 km, si estende ad occidente fino alle portelle Pertusa e Mandrazzi, in territorio di Novara di Sicilia, mentre a sud si spinge fino alla Valle dell’Alcantara, che la separa dalle prime pendici vulcaniche dell’Etna.
Da un punto di vista orografico i Peloritani costituiscono la naturale continuazione dell’Appennino calabrese; diversamente da questo, però, formano una catena esile ed allungata, con creste sottili e talvolta aguzze che non superano i 1.400 metri.
La loro conformazione geologica è data da rocce cristalline (scisti e gneiss), fortemente soggette allo sfaldamento erosivo operato dai venti e dalle acque. Proprio la povertà d’acqua di queste montagne rappresenta un luogo comune da sfatare: al contrario, il problema è che è difficile irreggimentare i troppi corsi d’acqua, i quali, generando a volte suggestive cascate, si incanalano nelle fiumare, con effetti spesso disastrosi per le coltivazioni e le opere dell’uomo.
Sulle pendici dei Peloritani abbondano difatti, accanto alle pinete ed ai castagneti, vaste zone coltivate a vigneti, agrumeti ed uliveti, e la fauna che li popola è prevalentemente domestica e d’allevamento, con sporadiche apparizioni di animali selvatici, quali volpi, cinghiali ed istrici. |
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